Alla ricerca di Jhor
7.
27 maggio 2030
Frhos era stato arrestato come, prima di lui, lo erano stati tutti i Transformers partecipanti all’Incontro di Potenziamento condotto da Jhor, nella sala del Centro Culturale Diocesano di Susa. Per tutti loro era stato accellerato il Programma ed erano stati ridotti in poco tempo in Transformers Avanzati. Solo Frhos, arrivato al quarto livello di smemorizzazione, stupì il Programma stesso, quando si lasciò cadere dal ponte sulla Dora Riparia, proprio mentre si recava al Centro Trattamenti per il quinto ed ultimo livello prima della riprogrammazione. Il suo corpo fu raccolto dai Droni Ricercatori e fu gettato in uno dei Container Speciali dell’Organico Umano. Nessuna comunicazione era prevista per i famigliari. Figgia potè solo immaginarne la scomparsa…
Prima della sua cattura Frhos aveva però lavorato molto bene! La rete di Sopravvivenza creata da lui era riuscita a collegare un territorio vastissimo, che comprendeva l’intero continente Euroasiatico, come veniva chiamato prima del Grande Sterminio. Naturalmente il merito non era stato solo il suo, ma anche di tutti quegli Hacker Coscienziali che, come lui, si erano immediatamente attivati dopo l’Onda Elettromagnetica, che fortunatamente – per una serie di motivi non ancora comprensibili – non si era diffusa omogeneamente sull’intero Pianeta. Qua e là aveva stranamente lasciato vivi interi nuclei di umani: non era comunque dato sapere quanta popolazione fosse sopravvissuta…
Era il 29 maggio 2031 quando una giovane donna, straordinariamente alta, si affacciò da una finestra della Casa Comune, la stessa nella quale Jhor era stato scoperto e subito dopo arrestato. Aveva uno sguardo gelido, i suoi movimenti felini non tradivano alcun segno di empatia positiva: era comunque bellissima! Con lei una Transfer Avanzata, una donna cicciottella sui cinquantanni che sarebbe potuta sembrare gioviale e simpatica se non avesse avuto uno sguardo totalmente spento: le era stata assegnata dal Programma come sua accompagnatrice, il suo nome era Faroe.
La giovane donna era Sthelana, che da un anno non aveva fatto altro che pensare a Lui, convinta che lo avrebbe ritrovato. Jhor era scomparso dai suoi occhi con così tanta rapidità che la sua forza d’Amore non le aveva consentito di pensarlo scomparso per sempre. Lui era vivo, e lei lo sentiva! Grazie ad un personaggio alquanto strano di Cancelli, un piccolissimo borgo della montagna folignate, lei era riuscita a sapere che Susa era stata la successiva tappa di Jhor. Allora si era recata a Susa, dopo una serie di pericolosi interventi. Infatti si era fatta clonare la memoria nel corpo di un’altra giovane donna, e avendo assimilato l’ impersonalità di una Fake, aveva però clandestinamente mantenuto anche il suo vero Profilo, grazie ad un Connettore Simbiontico di ultima generazione, non percepibile dal Sistema!
8.
Sthelana, grazie ai suoi privilegi di Fake, non era connessa al Controllo della Sicurezza. Fu così che, senza molti scrupoli, mandò Faroe a Chiomonte, affinchè avesse contattato Figgia e l’avesse avvertita del suo imminente arrivo. La munì di un libro da consegnarle. Nella Rete dei Sopravvissuti, Figgia era divenuto un nome molto noto, le sue caratteristiche venivano considerate quasi come quelle degli Originali.
Il giorno dopo, alle cinque della sera, Sthelana varcò la soglia del Ramatatan: Figgia la stava aspettando quasi impaziente. In quel momento nel bar-trattoria erano presenti ben quattro Transformers Avanzati, che alla vista di una Fake non poterono fare altro che mettersi a sua disposizione. Lei però ordinò loro di andare via! Figgia e Sthelana rimasero sole. Sthelana riprese d’un colpo il suo vero Profilo. Restarono ad osservarsi per qualche minuto, poi udirono la Voce. Sthelana riusciva anche a visualizzarne il corpo: Jhor era vivo, era presente, non si era dimenticato di lei! Non sarebbe stato difficile ritrovarlo grazie alla sua nuova veste di Fake . Con l’aiuto di Figgia, avrebbero potuto completare il primo step della “Missione Italia”: connettere le Comunità dei Sopravvissuti da Nord a Sud, ma soprattutto mettere in sicurezza tutti i nuclei degli Originali, ancora fortunatamente presenti, dato che erano costretti a nascondersi nei boschi e nelle parti più impervie del territorio, col rischio che comunque – prima o poi – potessero essere intercettati e arrestati. Oltretutto i Sopravvissuti ne avevano un gran bisogno in quanto solo agli Originali sarebbe stato possibile implementarsi il Programma di Clonazione Mentale di un Fake, divenendo però controllabile dalla propria Mente. Jhor rappresentava l’arma strategica antisistema più sicura ed efficace. Lui si era dimostrato, fino a quel momento, il migliore degli Originali, dato che senza nessuna Rete di Supporto era stato in grado di ingannare il Sistema attraverso la Cometaphonia ed aveva iniziato a diffonderla da solo. Lui aveva esercitato la Metaphonia fin da piccolo – grazie all’iniziazione del nonno Jago – e le sue competenze erano ormai di un altissimo livello; gli altri Originali avrebbero potuto apprenderle da chi avesse posseduto il Dono, ma certamente ci sarebbe voluto un pò di tempo, a meno che non fossero stati Sintoni (cosa rarissima) con chi avesse posseduto il Dono da trasmettergli: allora sarebbero bastati anche dieci minuti, al massimo una mezz’ora!
Jhor era un’Originale speciale, perchè non solo era sopravvissuto, ma aveva saputo mantenere l’autenticità, soprattutto era consapevole di possedere il Dono ed aveva anche iniziato ad utilizzarlo senza aver ricevuto alcuna direttiva, se non quella cometaphonica, che gli permetteva di collegarsi al Tutto; ma la sua vita ormai era diventata anche quella di un carcerato fisico. Il Sistema, non si sa per quale motivo, aveva deciso che non avrebbe dovuto subire alcun Trattamento, né sul sistema emotivo né sulla memoria. Era stato rinchiuso in una stanza dell’Abbazia di San Michele della Chiusa, nota come la “Sacra di San Michele” che, in parte da museo, era stata trasformata in Sede della Sicurezza Locale. Inutile dire che Jhor era sorvegliatissimo.
Sthelana non avrebbe avuto bisogno di farlo scappare, ma soltanto di constatarne lo stato di salute e soprattutto di rivederlo per assumere da lui il Dono della Metaphonia. Sapeva che per Jhor la prigionia avrebbe potuto significare anche la salvezza, e lei non avrebbe mai voluto metterne a rischio la vita. Quando il Piano sarebbe dovuto passare al secondo step, avrebbe trovato il modo di liberarlo. Per il momento le sarebbe bastato avere accesso alla stanza nella quale era rinchiuso e poterlo “Contattare” per almeno mezz’ora. Figgia, dopo aver dato a Sthelana le più dettagliate informazioni sul luogo nel quale Jhor era stato imprigionato, prese ordini da lei e le assicurò che li avrebbe eseguiti fin nei minimi dettagli…
9.
2 giugno 2030

Per il 2 giugno era stato stabilito che la Sacra sarebbe stato il luogo d’incontro dei Fakes della Sicurezza del Nord. Quel giorno nell’Abbazia il controllo era assoluto: i voli dei numerosi Droni di Perlustrazione lo dimostravano. Sthelana aveva scelto l’ora con cura. Quando arrivò al primo Varco di Controllo, lei osservò il sole di mezzogiorno per un attimo e i suoi occhi emisero le Raggi Conici. Il Sistema le riconobbe e non diede luogo ad altri tipi di verifiche: immediatamente Sthelana fu autorizzata all’accesso. Il difficile sarebbe venuto dopo – pensava – quando avrebbe dovuto oltrepassare il controllo dei Droni Guardiani. Ma non sapeva – dato che non l’aveva mai dovuto verificare prima di allora – che durante le sessioni d’incontro molto importanti, tutti i droni, anche quelli guardiani, erano programmati per obbedire all’istante a qualsiasi Fakes e a non interferire con le loro azioni. Quindi Sthelana si preparava ad affrontare un rischio altissimo, quando tempestivamente iniziarono a sentirsi gli scoppi dei fuochi d’artificio, appositamente innescati da Figgia ed dai suoi amici Trasformers in diverse parti della vallata . La Vigilanza esterna fu in parte dirottata a formare un cerchio di Controllo più ampio; ma quella interna non aveva cambiato le proprie postazioni di servizio. Fu proprio grazie a quell’incidente distrattivo che Sthelana non ebbe modo di accorgersi di aver sorpassato il Controllo di un Drone Guardiano senza essersi dovuta Esprimere. Sapeva che alcuni Droni Guardiani Speciali potevano riconoscere i Fakes anche senza l’emissione dei Raggi Conici; ma solo quando si rese conto di averne sorpassato uno senza che questo le avesse puntato la luce (e che lei nemmeno aveva dovuto emettere i Raggi) capì che forse non avrebbe avuto più alcun ostacolo. Arrivò alla stanza in cui era imprigionato Jhor dopo aver oltrepassato – senza alcun problema – il Controllo di ben 11 Droni Guardiani! Il dodicesimo Drone aveva un volo quasi statico proprio davanti alla porta. Lei aveva attivato nel suo Profilo Fake un ordine: “aprite la porta!” . La porta si aprì.
Non lo avrebbe mai creduto, la vera ed unica difficoltà fu un’altra da quelle immaginate. La porta era di vetro e i Droni Guardiani avrebbero potuto intercettare le sue onde psichiche umane attraverso la loro percezione fotonica, qualora avesse fatto la Conversione per assimilare il programma Methaphonico che Jhor di li a poco avrebbe dovuto trasmetterle. Jhor l’aveva riconosciuta, ma non l’aveva mai vista da Fake! Al sentimento positivo, faticosamente celato per non compromettere la “visitatrice”, si sostituì uno strano senso di paura… Gli occhi di Sthelana, colpiti dal fascio di luce proveniente dall’unica finestra della grande stanza, emettevano inquietanti Raggi Conici! Fu forse il caso a salvare il loro colloquio e le loro persone. Jhor era retroceduto verso un angolo, l’unico che in soli due metri quadrati,o poco più, rimaneva tagliato fuori dalla visibilità esterna. Sthelana lo aveva incalzato e si era fermata davanti a lui ad una distanza di non oltre mezzo metro. Fu in quell’istante che riassunse il suo Vero Profilo Umano. Jhor respirò profondamente, per contenere il suo entusiasmo. L’abbracciò… la trasmissione fu attivata cinque minuti dopo. Sapevano che la visione del Vuoto era indispensabile ad entrambi senza interruzioni, affinchè la Trasmissione potesse essere completata con successo. Così fu.
10.
2 giugno 2030
Sthelana si sentiva un’altra! Il suo distacco da Jhor non sarebbe più stato incolmabile… il corpo di lui, levigato e imponente, la lasciò andare. Sthelana si girò riprendendo il Profilo di Fake. Intanto nell’Abbazia si erano concluse le prime Interazioni e ogni Fake si dirigeva verso il grande Refettorio, nel quale era stato apparecchiato un allettante Buffet. Sthelana non volle approfittarne, si diresse verso una della uscite laterali, preferendo recarsi a piedi alla Casa Comune nella quale era alloggiata. La parte più importante del primo Step della Missione era stata molto facilmente compiuta, così a lei era sembrato. Non sapeva ancora che quell’azione, invece, aveva comportato l’arresto di ben tre giovani Transformers, che nel frattempo erano stati scoperti dai Droni Perlustratori e arrestati come coloro che avevano trasgredito le norme contrarie all’uso dei fuochi d’artificio. Il diversivo da loro creato non fu collegato con la visita di Sthelana a Jhor ed i Transformers non furono soppressi, anche se purtroppo furono avviati ai Trattamenti Veloci: presto sarebbero quindi diventati Individui Adeguati…
Sthelana ridiscese a piedi il Monte Pirchiriano, sul quale era eretta l’Abbazia, e passando per un sentiero in mezzo al bosco, fece tappa alla Borgata Basinatto dell’antico Comune di Chiusa San Michele. Lì si fermò ad una fontana e bevette. Nel tragitto aveva ripreso il suo vero Profilo, ed aveva iniziato a prepararsi mentalmente ed emotivamente per le prossime mosse. Si era anche fermata sotto ad un maestoso albero secolare pensando che avrebbe potuto ascoltare il Vuoto, ma il fruscio di qualche ramo, mosso nel suo passaggio da una famiglia di Caprioli, la fece recedere dall’intento e l’assalì il timore di poter essere intercettata dai Droni Perlustratori… dato che le sarebbe stato difficile passare immediatamente dal Profilo Umano a quello Fake durante una Meditazione. Fu così che rinviò la sessione…
Il suo Programma di Fake prevedeva una tournée nella Terra più antica del Mediterraneo: la Sardegna. Li avrebbe dovuto sfruttare alcune prerogative del suo essere Fake per rubare qualche ora al Sistema, ma forse anche per liberarsene, ed andare ad incontrare una delle Comunità di Sopravvissuti di quell’isola.